POMIGLIANO: LA SCUOLA SCONFIGGE LA GUERRA

di Felice ROMANO

 

 

Anche il New York Time si sta interessando ad un evento che è diventato virale, dopo che una donna ucraina, Dana Fedyna, ha postato un video di rara bellezza ed emozione.

Il video, che ha raggiunto migliaia di visualizzazioni in tutto il mondo, documenta l’epilogo di una vicenda iniziata a metà febbraio ma che ha visto la conclusione della sua magica storia la mattina del 9 marzo presso la scuola dell’ Istituto Comprensivo Omero plesso don Milani, quando due bambini ucraini , Victoriia e Dmitry, sono stati ricevuti con tutti gli onori,  da tutti gli studenti dell’istituto che disposti in fila ai lati del percorso delineato con i contorni  delle bandiera dell’ Ucraina e dell’ Italia, dopo un  lunghissimo silenzio sono esplosi in un  fragorosissimo applauso  che ha fatto più rumore delle bombe lanciate da Putin proprio sulla testa dei due bambini che solo pochi giorni prima vivevano in ucraina.

L’episodio nasce  però,  nel mese di Febbraio. Dana, che vive a Pomigliano, da 20 anni era ritornata in Ucraina ma  continuava a sentirsi con alcune mamme pomiglianesi ed in particolare con una Maestra della scuola (Benedetta la Montagna) . Quando è iniziata la guerra, ha capito che dove

va portare i bambini fuori da quell’inferno e così ha iniziato a pensare agli amici di Pomigliano e su come organizzare il viaggio.

Invogliata anche dalla maestra con cui si era interfacciata e consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato, ha comunque deciso di iniziare questo lunghissimo viaggio non privo di disavventure.

Dana, la figlia Tatiana ed i piccoli Viktoriia e Dmytro sono partiti da Leopoli, la mattina di venerdì 25 febbraio dopo aver dato un ultimo saluto straziante al papà che purtroppo è dovuto rimanere in Ucraina per difendere il Paese. Il viaggio è stato interminabile e non privo di complicazion

i, in quanto nel pulman c’erano tanti altri bambini che raggiungevano l’Italia e che non avevano i documenti. Hanno attraversato l’ Ungheria, dopo essere stati fermi alla frontiera per tanto tempo e dopo aver dovuto pagare per uscire da quell’incubo. Il viaggio comunque si è concluso positivamente solo il 27 febbraio quando sono riusciti ad arrivare a Pomigliano.

Nel frattempo la maestra aveva già contattato la Preside, Prof.ssa Maria Barone,  che ha iniziato  le pratiche burocratiche  per poter inserire i ragazzi nella scuola. Immediatamente ha attivato tutte le procedure previste forzando i tempi e chiedendo a tutte le maestre che l ‘ingresso dei bambini dovesse avere un impatto emotivo notevole e rappresentare una festa piena di gioia ma anche non sfarzosa,  per il rispetto delle vittime che quella guerra sta mietendo . Le altre maestre,  si sono tutte immedesimate nella problematica ed hanno  collaborato a che tutto riuscisse perfettamente . In pochi giorni sono riusciti ad organizzare la migliore accoglienza che si potesse immaginare. La mattina del 9 marzo  Victoriia e Dmitry,  si sono presentati fuori la scuola vestiti di tutto punto e con gli zaini pieni di  libri che raccolgono speranze. L’accoglienza è stata bellissima. I bimbi della scuola disposti su due file con bandierine gialle e blu, dopo un silenzio quasi irreale  hanno omaggiato i due ragazzini che arrivati sull’ uscio della scuola sono stati accolti con un boato a cui ha fatto seguito un applauso interminabile.

La Preside, visibilmente commossa ha dichiarato che quella del 9 marzo “è’ stata la lezione più bella  della mia vita;  

una lezione di silenzi, sguardi, attese ed infine, gioia. Una lezione che si ricorderà per sempre e che ha un solo titoto: Accoglienza “.

Così, con piccole bandierine di carta gialle e blu miste al tricolore, con i sorrisi e la gioia di bambini e con la forza di alcune donne di altissimo spessore,  a Pomigliano si è battuto in un solo colpo la burocrazia e la guerra.  La storia ricorderà che in un’anonima scuola di una anonima città  della provincia di Napoli se è potuto svolgere una lezione che, forse anche i “grandi”, dovrebbero studiare.

L’amore batte le bombe e la fratellanza sovrasta qualsiasi guerra. Se Putin potesse vedere questo filmato forse, la guerra finirebbe in un lampo.

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