È ORA DI DARE UN PROGETTO DI SVILUPPO ALLA CITTA’

a cura di Giovanni Esposito

Piazza Plebiscito

In un momento storico come quello che stiamo attraversando, oggettivamente complicato sotto tutti gli aspetti: pandemia, conflitto alle porte dell’Europa, crisi economica, si evidenziano ancora di più la desertificazione della politica e la mancanza di leader carismatici, che possano in qualche modo frenare e gestire questi processi, nonché farci intravedere una nuova via.
Dopo il fallimento del comunismo, del capitalismo, della globalizzazione, siamo in grado di capire che tipo di risposte richiede questa nuova società, sia sotto il profilo economico che culturale? Quali soluzioni alle problematiche della collettività e non ad personam?

Per calarci più da vicino nella nostra realtà, ieri a Napoli è arrivato il premier Draghi, che ha siglato il cosiddetto decreto Salva Napoli con il sindaco Manfredi.
Draghi ha sfiorato la questione meridionale, vecchia ormai quanto il mondo; ha dato indubbiamente un segnale per evitare il disastro. Ma le soluzioni?

Quelle dobbiamo trovarle noi!

Siamo pronti a dare una mano al sindaco Manfredi, per governare questa città? Dopo sei mesi non esiste ancora una programmazione, né una sola iniziativa messa in campo.
Siamo pronti a collaborare col sindaco Manfredi proponendo progetti di rilancio per Napoli e per l’economia virtuosa della città?
Esiste questa volontà politica e imprenditoriale, che coinvolga tutte le realtà sociali, per trovare soluzioni e realizzarle in maniera collegiale?
La nostra idea di società è notoria. Per noi è un mantra una società che si rifaccia al socialismo liberale, che consenta di produrre ricchezza e la ridistribuisca in maniera equa, consentendo a tutti condizioni di vita dignitose e di far ripartire l’economia in maniera virtuosa. Noi vediamo Napoli capitale del mezzogiorno e del mediterraneo , come piattaforma logistica e ponte tra europa e paesi mediterranei. Riteniamo che la nostra città abbia un’innata vocazione turistica che non si può più delittuosamente trascurare, né tantomeno continuare a dissipare.

La nostra regione ha un’innata vocazione agricola. Gli antichi la chiamavano “Campania Felix” . Oggi più che mai l’agricoltura va valorizzata e fatta ripartire in maniera vincente e convincente.
Tutto ciò creerebbe, per i nostri giovani, migliaia di posti di lavoro, tra occupazione diretta e l’indotto.

Inizierebbero per la nostra città e le sue bellezze, per la nostra regione una rinascita e una ripartenza significative.

Se tutti insieme, riuscissimo per un attimo a mettere da parte le beghe interne, comprendendo che ognuno di noi è chiamato a dare un contributo importante alla causa, allo sviluppo della città e al sindaco Manfredi,
penso possa esserci per tutti un futuro migliore. Napoli e i napoletani meritano questa possibilità. Quella di ieri presumo sia stata l’ultima chiamata.

Il senso di responsabilità deve pervadere ciascuno di noi e non può sterilizzarsi in polemiche interne ai singoli partiti. Tutti siamo stati sollecitati e chiamati all’elezione del sindaco Manfredi e tutti dobbiamo aiutarlo in questo difficile compito.

La contaminazione culturale, la diversità di idee e di pensiero, se usate nella giusta maniera , hanno sempre rappresentato un arricchimento culturale reciproco e mosse vincenti e durature per innescare politiche di governo virtuose, lusinghiere e coraggiose.

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