I PRIMI 100 GIORNI DEL SINDACO DI NAPOLI

a cura di Felice Iossa

Noi siamo fra i quelli che hanno contribuito all’elezione di Gaetano Manfredi a Sindaco di Napoli. Lo abbiamo sostenuto perché era arrivato il momento di voltare pagina, tirando fuori la città dal vuoto pneumatico in cui, per un decennio, l’aveva tenuta il Sindaco De Magistris, Lo abbiamo fatto con convinzione, conoscendo la sua estrazione politica, e le sue qualità espresse come Rettore della Federico II e come Ministro dell’Università nel II Governo Conte.

Dopo l’elezione, però, i primi segnali che sono arrivati, sono serviti più a disorientarci che a confortarci.

Già nella fase di formazione della squadra di Assessori, che avrebbe dovuto affiancarlo nel lavoro di Sindaco, sono emersi i primi limiti che hanno destato riserve e preoccupazioni.

A quanto pare, il Sindaco ha scelto di formare la Giunta in due tempi:

– una parte subito, prima dell’approvazione del Bilancio consolidato, con l’individuazione di soli “Assessori Tecnici”;
– ed una seconda , subito dopo il Bilancio, con l’ingresso di “ Assessori politici”.

Una scelta del genere, ha indotto il Sindaco ad accollarsi, in prima persona, una montagna di deleghe, tutte pesantissime, che comporterà inevitabili ritardi nei risultati attesi alla fine del mandato.

Le Deleghe del Sindaco

Cultura;
Pnrr, Finanziamenti europei e Coesione territoriale;
Grandi Progetti;
Personale;
Organizzazione;
Decentramento;
Digitalizzazione e innovazione;

Senza soffermarci sulle polemiche sorte per le nomine in Giunta, dei fedelissimi del Presidente della Regione:

Pasquale Granata, Direttore generale del Comune, (già Responsabile dell’IFEL regionale) Maria Grazia Falciatore, Capo Gabinetto del Comune, (già vice capo di gabinetto di De Luca a Palazzo Santa Lucia), ciò che lascia disorientati e perplessi, è l’inadeguatezza complessiva della squadra allestita per far fronte agli impegni, vecchi e nuovi, che gravano sulla nuova Amministrazione della città.

Oltre all’ ingente mole di responsabilità, che ricade esclusivamente sulle sue spalle, c’è da considerare che il neo Sindaco, è stato nominato dal Governo, anche Commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli, con il compito di concludere i lavori, entro il termine della durata del suo mandato. L’incarico comporta che ” Quello che i napoletani, non hanno ottenuto in Trent’anni”, Manfredi dovrà completarlo in cinque”!

Ma anche per quest’altro gravosissimo compito, il neo Sindaco si è attirato addosso le critiche di larga parte dell’opinione pubblica, per le scelte fatte nella composizione della “Superstruttura tecnica” che dovrà affiancarlo nel compito di Commissario.

Critiche riguardanti le competenze e la professionalità di diversi consulenti e soprattutto le retribuzioni che andranno a percepire.

Da ultimo, come se non bastasse, il Sindaco ha ottenuto dal Governo anche il sostegno finanziario del PATTO per Napoli (che meglio sarebbe chiamare Patto per le città metropolitane), con il quale il Governo, offre un aiuto finanziario ai grandi Comuni in difficoltà finanziarie.

In realtà, il cosiddetto Patto, offrirà alle Quattro città metropolitane più indebitate d’Italia, con un disavanzo superiore ai 700 euro pro capite per abitante,:

NAPOLI . € 1 mld e 231 milioni
TORINO . € 1 Mld e 120 milioni
PALERMO
REGGIO CAL.

Un contributo extra, straordinario diluito nell’ arco di un ventennio a fronte però, di una serie di misure, poste in essere dai Comuni, per risanare i propri Bilanci e l’efficientamento dei servizi da fornire.

Insomma, qualcosa di molto simile ad una AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA dei Comuni in difficoltà, per evitare il il ricorso alla procedura fallimentare.

In cambio del Miliardo che riceverà dal Governo, il Comune dovrà realizzare una serie di economie di Bilancio per ripianare il disavanzo dei propri Bilanci, ed il rimborso dei debiti finanziari contratti con le Banche.

Questo significa che il Comune dovrà :

– migliorare il sistema della riscossione anche ricorrendo a società specializzate per la riscossione coattiva;
– aumentare l’addizionale comunale dell’IRPEF
– valorizzare ed alienare il Patrimonio Pubblico
– razionalizzare la Partecipazione nelle Società controllate o Partecipate;

L’insieme di tali misure dovrebbero assicurare al Comune di Napoli, entrate per circa 300 milioni di €uro a cui si pensa di aggiungere anche altre somme ricavate dalla immancabile lotta all’evasione, con le quali si dovrebbe gradualmente ridurre il disavanzo del Bilancio annuale???.

Se così non fosse, il Comune non dovrebbe poter beneficiare delle tranche del PATTO!

Con queste premesse, trascorsi i fatidici primi 100 giorni dall’insediamento, la nuova Giunta avrebbe già dovuto predisporre il Quadro degli interventi da mettere in campo, per conseguire gli ambiziosi obiettivi concordati.
Invece, duole dirlo, l’attività della giunta langue!

1. Non è alle viste alcuna consultazione della città, per delineare la destinazione dell’Area di Bagnoli che è propedeutica all’attivazione dei progetti che dovranno essere approntati dalla Tecnostruttura già costituita!
2. Non c’è alcuna convocazione in programma per il team degli urbanisti ed dei progettisti che dovrà cominciare a tracciare le linee del nuovo Piano Regolatore della Città metropolitana!
3. Non c’è alcuna iniziativa abbozzata per decidere quale soluzione adottare per lo smaltimento definitivo delle balle di rifiuti stoccate nei comuni dell’hinterland napoletano;
4. Non c’è alcun progetto di riorganizzazione delle Partecipazioni azionarie del Comune nell’orbita delle società collegate, e Partecipate.
5. Non c’è alcuna riorganizzazione della macchina comunale, a partire dalla dall’adeguamento territoriale e funzionale delle Municipalità nel quadro della nuova dimensione dell’area metropolitana della città,
6. Non c’è alcuna cura e manutenzione della rete viaria cittadina, letteralmente abbandonata a se stessa, ed esposta ad ogni forma di di ingiuria ( dalla sporcizia, alle buche, all’occupazione abusiva degli spazi pedonali, etc. etc.)
7. Non c’è alcun progetto per la valorizzazione delle potenzialità produttive della Area Vasta urbana, con le reti di collegamento fra le infrastrutturali portuali, ferroviarie ed autostradali ed i territori interessati a livello regionale, nazionale ed internazionale.

Se la Giunta non si scuote, prendendo coscienza della gravità dei problemi che si affastellano da troppo tempo, o la città scivolerà lentamente verso un degrado inarrestabile che nessun Patto Governativo, potrà arrestare.

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