“LA TERZA DOSE PER ” DE LUCA…..

a cura della Redazione

Fra lo sconcerto generale, De Luca ha fatto partire, già dall’anno scorso, l’idea di voler correre per un terzo mandato, come Presidente della Regione Campania.

L’auspicio, non è frutto di fantasia, anche se la ventilata riconferma richiederà il superamento di diversi ostacoli legislativi, prima ancora che politici.

La Legge ( 165/2004), infatti, prevede la non immediata rieleggibilità, allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale» Opinabile, finché si vuole, ma difficile da contestare.

Sul piano politico, la reazione non è stata eclatante, salvo il coro di 30 intellettuali napoletani, che ha denunciato, al Segretario del PD, Letta, gli atteggiamenti divenuti intollerabili di autoritarismo, e qualunquismo del Governatore. L’episodio che ha dato origine alla protesta, è lo stesso di quello che si verificò, tempo addietro, al Festival di Ravello, contro Scurati e Saviano;

Ora, come allora, De Luca, sarebbe intervenuto per ostacolare la presentazione del libro di Galli della Loggia ed Aldo Schiavone, :Una Profezia per l’Italia”;

L’accusa, è sempre la stessa: ”tutte le iniziative finanziate dalla Regione, devono essere coerenti con le posizioni espresse dal Governatore”, altrimenti “Niet”.

Una concezione ingiustificata e angusta, che impedisce, in questo caso, la divulgazione del libro privandola del finanziamento regionale, ma toglie a tanti di Noi, la possibilità di incontrare la tesi più moderna ed avanzata che, da anni, manca, dal dibattito e dalle scelte della Politica italiana:

“Oggi, ed è questo il passaggio chiave, non si tratta più di trovare le vie per integrare il Meridione nel resto della Penisola.

Si tratta di rifare l’ intero il Paese, cogliendo un’occasione irripetibile.

È l’Italia nel suo insieme, che va ripensata.

Per dare vita a questa nuova storia, c’è più che mai bisogno del Mezzogiorno».

Questa è la dimostrazione del perché sia immotivata e dannosa, la decisione di De Luca!

Della sua vicenda personale, a Noi, interessa poco, e se ce ne occupiamo è, perché consideriamo i suoi atteggiamenti un sintomo evidente di incapacità del Partito Democratico di elaborare una sua politica, chiedendo l’osservanza delle regole democratiche interne, a tutti i suoi membri a cominciare da quelli investiti delle maggiori responsabilità.

E invece, si tollera che episodi, come quelli a cui ci ha abituato il Governatore, si lascino passare nell’indifferenza dei più!

Il più eclatante di tutti, è stato quello dell’ultima consultazione elettorale, nella quale, la lista del PD è stata affiancata, dalla Lista De Luca Presidente, nella quale sono confluiti tutti i reperti archeologici dello schieramento politico regionale (da Mastella a De Mita..), con il risultato di inquinare qualunque ipotesi di schieramento politico nell’Assemblea regionale.

Scelte del genere, vanno ad alimentare la convinzione che sia il Governatore il “Dominus in Campania”; il Partito e le altre forze politiche in Consiglio, sono solo delle comparse chiamate a reggergli il gioco. Questi errori, poi si pagano!.

Oggi, la Regione Campania, offre un’immagine di solidità e stabilità, per il largo consenso elettorale, su cui può contare il Governatore. Ma se dall’immagine, si passa alla dura concretezza dei risultati finora ottenuti, il quadro muta e muta in peggio!

Fin dall’esordio, quando De Luca fu eletto, sull’onda del risanamento dei conti e del rinnovamento della politica regionale, furono in molti a credere che fosse arrivato il “moralizzatore” dei costumi.

Il piglio era quello, e la capacità comunicativa faceva il resto!

Dopo il primo mandato, alle elezioni nel 2020, il Partito democratico ha perso consensi (da 19,50% al 16,90%), mentre la lista De LUCA Presidente li ha più che raddoppiati ( da 5,0% al 13,30%).

Questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, che la cura De Luca, è servita a far crescere il Personaggio, non certo il Partito di cui fa parte.

Nel merito, il Governatore ha lavorato per dirottare le risorse comunitarie e regionali, dall’area metropolitana del Capoluogo, al suo feudo salernitano, potenziando il traffico marittimo, il trasferimento dell’Aeroporto internazionale di Grazzanise, su quello di Salerno-Costa di Amalfi, chiave fondamentale per lo sviluppo turistico della città di Salerno e della ricca fascia costiera, da Amalfi alla costa cilentana.

Gli impegni elettorali, invece, per l’area napoletana e le zone interne della regione, sono risultati quasi del tutto evanescenti.

Appena eletto, nel 2015, dichiarò:

” manterremo parola e impegni assunti ,a partire dalla Terra dei fuochi…. prima di un mese interverremo sulla questione, ed entro due, tre anni, la regione sarà libera dall’immagine criminale”. Dello stesso tenore, la questione dei rifiuti urbani e delle balle accumulate
nell’hinterland napoletano.

Il suo Programma elettorale, infine, prevedeva:

“misure per il lavoro da incentivare, e il cambio del Piano Sanitario, entro 100 giorni dall’insediamento, con risorse da reperire tra fondi europei e bilancio regionale”.

Da allora, invece dei 100 giorni, sono trascorsi sette anni, e tutto è rimasto come allora, con la sola eccezione del settore sanitario, dove, si è trovato a fronteggiare la Pandemia, primeggiando, fra tutti i Governatori delle regioni, per le contestazioni mosse al Governo centrale e la severità dei divieti imposti alle comunità locali.

Ma se qualcosa è riuscito a fare per la Sanità, con l’attivazione dell’Ospedale del Mare, e l’apertura degli Hub vaccinali sul territorio campano, nulla è riuscito a fare per tutti gli altri problemi, su cui aveva promesso di intervenire.

Fra questi, spicca, l’atavico problema del Lavoro per il quale aveva annunciato l’assunzione di 10 mila posti di lavoro, ottenuti sommando le scoperture di organico dei tanti comuni della Regione, già pronti a bandire appositi concorsi per le proprie carenze di organico.
Di suo, invece, il Governatore, non è riuscito a varare un solo provvedimento utile allo sviluppo produttivo della regione, anzi quando si insediò agli inizia del primo mandato decise addirittura di sopprimere le strutture ereditate dal Ministero del Lavoro, (l’Agenzia, l’Osservatorio, e gli uffici di studi e ricerca) ritenendole addirittura, un inutile spreco di risorse.

Soppressione operata nel momento in cui, i suoi stessi Uffici pubblicavano nel POR-Campania 2014-2020” un vero e proprio grido di allarme:

“Le regioni meridionali, tra cui la Campania, continuano ad impoverirsi principalmente a causa della costante perdita dei posti di lavoro (al Sud perso l’80% dei posti di lavoro nazionali);
l’industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti fissi in cinque anni di crisi, -20% gli addetti);
i consumi delle famiglie sono crollati di quasi il 13% in cinque anni (-3,1% solo nel 2013);
gli occupati sono arrivati a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977.”

Questo, il Personaggio!

Con queste premesse diventa difficile pensare di forzare le norme vigenti per assecondare i suoi desiderata; ma sarà difficile anche sostituirlo se non si dispone di una figura carismatica alternativa. L’uomo che ha governato in questi ultimi dieci anni, non passerà senza lascare traccia !

Il suo protagonismo sarà comunque utilizzato dai suoi successori, sia per chi volesse imitarlo, sia per chi deciderà di evitarlo!

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