POMIGLIANO: BRACCIO DI FERRO TRA TAR E COMUNE

di Felice ROMANO

 

 

Braccio di ferro tra TAR e Comune. L’ufficio tecnico del Comune di Pomigliano d’arco nel mirino del Tribunale amministrativo di Napoli, il quale, pur avendo accolto una parte delle istanze del comune, ha di fatto ribaltato il fondamento di tutti gli ultimi sequestri dei cantieri edili e l’avvio all’annullamento dei relativi permessi a costruire e cioè: il concetto di volume assentibile. Il TAR ha sentenziato che il volume così come calcolato per il permesso di costruire la cui istanza è stata oggetto di diniego, è corretto e che l’applicazione del PRG e della Legge del piano casa, risulta legittimo … il sacrificio di uno potrebbe rappresentare la salvezza di tanti altri cantieri in essere, sequestrati, dissequestrati e completati. Perchè la sentenza in questione rappresenterà il perno di tutte le opposizioni, ricorsi, richiesta di risarcimento e via dicendo che si concretizzeranno nel prossimo futuro. Se venisse dimostrata la pretestuosità di certe condotte da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Pomigliano di concerto con la Locale Polizia Municipale la conseguenza potrebbe essere ben più dolorosa e ricadrebbe sulla cittadinanza intera. Da tempo concentrati, rispettivamente, su di una personale interpretazione del cosiddetto piano casa e su di una lotta senza quartiere alle presunte presenze mafiose nell’economia del cemento, hanno finora portato ad un selezionato numero di sequestri, avvii ai procedimenti di annullamento dei permessi a costruire che purtroppo hanno interessato solo una parte della miriade di permessi rilasciati con tale legge, non tanto di portare ordine nel corto circuito delle leggi, quanto nel colpire solo alcuni marchiandoli con la presunta presenza mafiosa più volte sbandierata dal colonnello Maiello convinto che finanche l’attuale amministrazione ne fosse inquinata tanto da abbandonare Giugliano, dove era sovraordinato, e tornare a gambe levate a Pomigliano.  Una recentissima sentenza TAR, ha di fatto respinto l’istanza del ricorrente e questo solo per motivi procedurali legate alla necessità di una nuova autorizzazione sismica propedeutica all’inizio dei lavori. Tuttavia, la ragione del rigetto è del tutto irrilevante rispetto a ciò che invece è precisato nelle motivazioni della sentenza stessa. E proprio nell’ultima sentenza, relativa a questo ricorso, che il giudice rimarca, nelle motivazioni, che il volume realizzabile da Piano Casa, edificabile in virtù di PRG e ammissibile, indicati nel nuovo progetto, siano “nettamente inferiori a quelli indicati dal CTU” e “consentiti” secondo le indicazioni di quest’ultimo.

 

 

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