BENVENUTI “CIRCOLI DELL’AVANTI!”

a cura di Francesca Frisano

La mia idea in proposito

I CIRCOLI DELL’AVANTI! non sono nati solo per testimoniare e diffondere la storia e la cultura liberalsocialista, ma anche per essere una “Comunità”, in cui provare ad attuare una “conciliazione incardinata” tra le anime più affini che popolano lo “scenario riformatore”; per incontrare realtà, gruppi e singole “personalità” della nostra stessa sensibilità, con cui è possibile un dialogo costruttivo per una scambievole compenetrazione di atteggiamenti e di scelte. Mi riferisco ai Radicali, compagni storici di battaglie civili e di appuntamenti referendari; a singoli esponenti validi e talentuosi della scena politica nazionale e locale e della società civile, di chiara affidabilità.

La storia e la nostra esperienza ci insegnano quanto siano state efficaci la “collaborazione” e la “unione” nei momenti di transizione politica e di vuoto di rappresentanza. Pertanto il “Circolo” deve essere accogliente non in modo indiscriminato, altrimenti si rischia di diventare una “Compagnia di ventura”. Deve essere disponibile a riconoscere e ad accogliere chi ci è vicino per valori e idee; unitario nella progettualità dei percorsi e nella realizzazione degli obiettivi. Insisto nel sottolineare la necessità di dotarsi, da parte dei Circoli, del carattere di “comunità”: in questo modo rappresenterebbero un modello nuovo di aggregazione, di confronto e di comunicazione, pur nel solco della nostra più felice e più fertile tradizione: “sintesi tra passato e presente”.
Sì, nel solco della tradizione, perché l’idea socialista democratica, essendo naturalmente “comunitaria”, ha potuto e può rappresentare meglio “la collettività”, interpretandone le istanze di libertà, di uguaglianza e di giustizia, riconoscendone i meriti ed i bisogni.

La cultura liberalsocialista e riformista ha sempre guidato ed accompagnato la società verso l’elevazione morale e culturale di se stessa, verso il progresso nei vari campi del sapere e del fare, verso traguardi socioeconomici che rispettassero la dignità della persona e la giusta domanda di benessere psicofisico.

Il “Circolo” deve essere una struttura “in cammino”, aperta, dinamica ed operativa, coerente con il patrimonio valoriale storico, direi “universale”, che rappresentiamo.

Il tema della ricostruzione di un Centrosinistra(o qual dir si voglia), per riabilitare la politica e rifondare le Istituzioni, deve partire dalla rigenerazione della nostra cultura nel solco della tradizione e al passo con i tempi. A tale scopo ritengo sia necessaria un po’ di autocritica per non ripetere alcuni errori del passato e per non cadere nella trappola della propria ingenuità e dell’altrui lusinga. Bisogna, perciò, che il nostro “progetto” mantenga i caratteri del socialismo autonomista; che si doti di obiettivi e piani di salvaguardia dell’ambiente e di ecosostenibilità, di difesa dei “diritti umani fondamentali”, tra i quali primieramente “la libertà e la giustizia”; di proposizione di un Nuovo Meridionalismo;di spinta incalzante per una riforma della “giustizia giusta”; di proposta di riforma del sistema elettorale, preferibilmente proporzionale. Su questi temi mi sono largamente espressa proprio sulle pagine del nostro Avanti!Napoli online, per cui non mi dilungo a riguardo.
In questa sede mi preme ricalcare la necessità e l’importanza di coinvolgimento delle giovani generazioni (menziono a tale proposito la mia “Lettera ai giovani” pubblicata un anno fa sul nostro giornale, in cui sollecitavo caldamente la loro partecipazione, invitandoli a superare la delusione, la solitudine e la conseguenziale inerzia e presa di distanza dalla politica attiva, per essere essi stessi artefici del “cambiamento” e della politica intesa come “missione”.

Inoltre desidero dissipare eventuali possibili “equivoci” circa il mio accenno alla “cultura della pace”. La mia e,senza dubbio, nostra  “cultura della pace” non è da confondersi con “i pacifismi di facciata o di setta” attualmente in campo; è tutta un’altra cosa: è valore da difendere contro la guerra per la guerra, contro i massacri etnici, perpetuati dalle dittature e dalle oligarchie. Quindi non è applicabile a Putin, guerrafondaio e sanguinario fratricida; subdola e costante insidia e minaccia contro il mantenimento della sicurezza e della democrazia, contro il rispetto e l’osservanza dei “diritti umani fondamentali”, di cui l’Alleanza Atlantica e l’Europa sono validi baluardi.

Io sono socialista di fede e di militanza indiscussa (lo dico a chi non mi conosce), per cui sono coerentemente e fermamente dalla parte dei più deboli, degli oppressi, di tutti coloro che eroicamente difendono i principii di libertà, di giustizia, di sovranità nazionale contro ogni forma di oppressione; sono a favore della “Resistenza armata” (oggi l’Ucraina), per abbattere lo strapotere imperialistico e sanguinario di Putin e per difendere la democrazia.
Stiamo vivendo una “bufera mondiale” prodotta dalla pandemia e innescata da P
utin. Si prefigurano nuovi equilibri mondiali post-bellici nel panorama geopolitico. Soffia “un’aria di cambiamento” sorprendente rispetto allo scenario di qualche mese fa. Cito qualche esempio: il riavvicinamento tra gli Stati Uniti di Biden e l’Unione Europea, il passo decisivo dell’UE verso una politica estera ed un piano di difesa comuni; la richiesta di protezione e di ingresso nella Nato di paesi di tradizione neutrale, come la Svezia e la Finlandia; la guida del fronte orientale, in prospettiva, non più appannaggio di Mosca ma di Pechino, a seguito di una nuova politica estera e di approvvigionamento di energia,iniziata dalla Cina; in America Latina, l’Argentina ed il Brasile, guardando la guerra in atto con un’altra prospettiva, si candidano ad esportare mais nei mercati globali al posto della Russia e della Ucraina. È evidente come questa guerra stia determinando cambiamenti globali, su cui si costruirà il mondo di domani, non nella direzione agognata da Putin, ma si spera nella direzione del consolidamento e della moltiplicazione delle democrazie. E l’Italia che fa? “arranca”, con buona pace di Mattarella e di Draghi, due “uomini soli”. Tutto il contesto globale ci invita ad una cooperazione su regole condivise, su priorità strategiche, di cui ho già scritto in altre occasioni sulle nostre pagine, che richiedono l’impegno di una forza collettiva disciplinata ed armonica, che manca nel nostro Paese e che spetta a noi ricostruire con ponderazione ed acume. Attraverso le pagine del nostro glorioso giornale magistralmente diretto da Claudio Martelli ed il contributo dei Circoli territoriali, dobbiamo portare avanti “la nostra voce” di analisi e critica positiva, sollecitare il coinvolgimento popolare con l’ausilio degli strumenti di democrazia avanzata e partecipata per favorire la “autodeterminazione” per una società più consapevole del proprio destino e funzionante per energie proprie; sostenere ” l’Istruzione e la Cultura”, canali privilegiati per combattere l’ignoranza, il pregiudizio, l’arretratezza ed ogni forma di squilibrio sociale. “La gente non sa”: questa è la cruda verità, lucidamente rilevata da Claudio Martelli. E noi dobbiamo arrivare alla gente con comportamenti credibili ed affidabili, guidati da quei valori e principii identitari, che ci hanno sempre contraddistinto, che sono le fondamenta della democrazia, della civiltà e del progresso.

In questa “due giorni”, appena terminata, intensa, emozionante, di spessore e passione politica, finalmente abbiamo riassaporato e condiviso il gusto del “ritorno alla politica”, che spero porti fortuna al Referendum ed agli appuntamenti elettorali del prossimo 12 giugno,che ci vedono impegnati in prima linea “a sostegno del sì” ai quesiti referendari, e dei compagni giovani e meno giovani, portatori dello spirito dell’Avanti! nelle prossime competizioni elettorali nei territori campani.

“Buona vita” ai Circoli dell’Avanti! ed a Claudio Martelli, nostra “illuminata e sapiente guida”.

“In Cammino”, compagne e compagni, amiche ed amici, a sostegno e divulgazione della “qualità” del nostro progetto.

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