NAPOLI RIPARTE?

a cura Redazione Avanti

Esattamente un anno fa, (era il 2 Giugno 2021) scrivevamo del “Gran rifiuto di Manfredi” alla candidatura a Sindaco di Napoli, propostagli da PD (Letta) e 5 Stelle (Conte).
Perché il rifiuto ? La risposta, che diede, fu netta:

“Siamo, di fatto, in dissesto”.“Un dissesto che dovrà essere dichiarato o dal Sindaco Luigi de Magistris, entro qualche giorno o dal nuovo Sindaco a fine anno. Sarei felicissimo se venissi smentito su questi dati drammatici, ma temo che saranno confermati. La conseguenza è che, in queste condizioni della città, il sindaco diventa un commissario liquidatore.

Dopo pochi giorni, però, i timori scomparvero e Manfredi venne eletto Sindaco al primo turno con oltre il 60% dei voti.

Il brillante risultato elettorale, però, non fece evaporare le difficoltà che egli stesso aveva paventato alla vigilia del voto.

A distanza di 6 mesi dalle elezioni le critiche sull’operato della nuova Giunta cominciarono a crescere destando serie preoccupazioni sulle capacità della nuova Giunta di riuscire a far fronte ai
gravissimi problemi della città.

A Dicembre 2021, la sorpresa!

Nel Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024, viene approvata una norma che assegna risorse ai comuni sede di capoluogo
di città metropolitana, con disavanzo pro capite superiore a 700 euro, un contributo, per gli anni 2022-2042, di complessivi 2.670 milioni di euro, da ripartire, in proporzione all’onere connesso al ripiano annuale del disavanzo.

Tre mesi dopo, il 29 Marzo 2022 , il Presidente del Consiglio ed il Sindaco di Napoli, firmano nella Sala dei Baroni, un solenne PATTO per NAPOLI.

A Napoli , terza città d’Italia, prima del Mezzogiorno, tra le prime dieci metropoli europee, viene assegnata la metà dello stanziamento complessivo, pari a 1 miliardo e 231 milioni a fondo perduto!
L’altra metà al Comune di Torino (1,120 mln €) e le briciole a Palermo e Reggio Calabria.
A fronte del finanziamento, il Comune si impegna a riorganizzare tutta la macchina comunale, per affrontare i problemi della Riscossione delle entrate, la Gestione del Patrimonio, e quella delle Società Partecipate.

La situazione di bilancio del Comune, con i suoi 5 miliardi di esposizione, tra disavanzo e debito finanziario, ereditati dalla precedente gestione, senza l’aiuto dello Stato centrale, avrebbe
condannato l’Amministrazione a dichiarare il Dissesto finanziario con tutte le conseguenze del caso.

Nella giornata di ieri, 29 Giugno 2022, Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato il DUP (Documento Unico di Programmazione) e, nella notte, il bilancio di previsione 2022-2024 e le altre
delibere all’ordine del giorno.

La delibera sullo schema di bilancio ha avuto il via libera a maggioranza.
Per il Sindaco, è stato raggiunto: ”Un grande risultato evitando il dissesto.

Napoli veniva considerata come una causa persa; oggi la reputazione della Città e dell’Amministrazione è cambiata in modo sostanziale”.
Il bilancio contiene il miglioramento della macchina amministrativa, il concorso che sarà bandito dal Comune per mille persone, la riorganizzazione della Polizia Locale, e dei servizi tecnici. Per quanto riguarda la programmazione, la vera sfida è quello delle partecipate e la loro valorizzazione che non prevede al momento privatizzazioni. È in costruzione una città sostenibile con il ciclo integrato delle acque e il completamento del ciclo dei rifiuti, attraverso la realizzazione di impianti di compostaggio e tagliando i costi alti dello smaltimento con la gestione diretta degli impianti”.

Quali conclusioni trarre a questo punto, sul Bilancio e dal lavoro, fin qui svolto, dalla Giunta Manfredi ? È presto per attribuirsi qualche merito!

Il Salvataggio del Comune, è dovuto al soccorso governativo ed il Comune dovrà dimostrare, nel corso del suo primo quinquennio, di essere in grado di rimettere in moto la Macchina comunale.
Dovrà dimostrare di essere in grado di fare quello che, nei decenni precedenti, non è mai riuscito a nessuna delle Giunte che si sono succedute, e cioè : una Macchina Comunale a cui dovranno
essere restituite competenze e poteri, necessari per governare la Città Metropolitana di Napoli che conta ben 92 Comuni, in cui si concentra più della metà di tutta la popolazione della Regione.

Per governare la Grande Napoli, occorre che il Comune capoluogo, si attrezzi con un apparato tecnico-politico capace di trasformare la complessa trasformazione da un’informe struttura “Monocentrica, qual’è oggi, la vecchia città, in una vera grande metropoli europea, con un sua struttura Policentrica”, liberata dall’inquinamento, dai rifiuti, e dal degrado ambientale. Tutto questo è stato promesso dall’Amministrazione Comunale al Governo centrale, e siamo consapevoli tutti che è un’impresa da non poco conto, ma siamo consapevoli, anche, che l’obiettivo della Macchina comunale, è solo la premessa per raggiungere il vero fondamentale obiettivo della nuova GIUNTA, quello di un nuovo progetto di sviluppo della città metropolitana dell’Area napoletana.

Quale idea, la Giunta Manfredi, ha di Napoli per i prossimi anni?

Non basta dire:” Siamo persone serie!!!! Dobbiamo Parlare con i fatti; vogliamo essere Punto riferimento……

Dobbiamo dimostrarlo! ed il fatto che sia già trascorso un anno, dall’elezione del nuovo Sindaco, senza che nessuna delle cose auspicate sia stata predisposta induce a pensare che non sarà la
mancanza delle risorse ad impedire la svolta nella politica comunale, ma sarà la mancanza di idee e di iniziative che ancora una volta tarperà le ali alla città.

Duole dirlo, ma da Dicembre 2021, quando la Legge di Bilancio ha stanziato le risorse per le 4 città metropolitane a rischio default, la Giunta avrebbe già dovuto predisporre il Quadro degli
interventi da realizzare, con le risorse stanziate dallo Stato, con quelle del PNRR e dei Fondi strutturali europei, e invece ?????

Non è alle viste alcuna consultazione della città, per delineare la destinazione dell’Area di Bagnoli che è propedeutica all’attivazione dei progetti che dovranno essere approntati dalla
Tecnostruttura già costituita!

1. Non c’è alcuna convocazione in programma per il team degli urbanisti ed dei progettisti che dovrà cominciare a tracciare le linee del nuovo Piano Regolatore della Città metropolitana!
2. Non c’è alcuna iniziativa abbozzata per decidere quale soluzione adottare per lo smaltimento definitivo delle balle di rifiuti stoccate nei comuni dell’hinterland napoletano;
3. Non c’è alcun progetto di riorganizzazione delle Partecipazioni azionarie del Comune nell’orbita delle società collegate, e Partecipate.
4. Non c’è alcuna riorganizzazione della macchina comunale, a partire dall’adeguamento territoriale e funzionale delle Municipalità nel quadro della nuova dimensione dell’area
metropolitana della città,
5. Non c’è alcuna cura e manutenzione della rete viaria cittadina, letteralmente abbandonata a se stessa, ed esposta ad ogni forma di ingiuria ( dalla sporcizia, alle buche, all’occupazione
abusiva degli spazi pedonali, etc. etc.)
6. Non c’è alcun progetto per la valorizzazione delle potenzialità produttive della Area Vasta urbana, con le reti di collegamento fra le infrastrutturali portuali, ferroviarie ed autostradali ed i territori interessati a livello regionale, nazionale ed internazionale.

Se la Giunta non si scuote, prendendo coscienza della gravità dei problemi che si affastellano da troppo tempo, la città scivolerà di nuovo verso un degrado inarrestabile che nessun Patto Governativo, potrà più arrestare.