“PUNTI“ E A CAPO

A cura di Pino Campidoglio

Negli ultimi anni, circostanze “eccezionali”, hanno portato alla formazione di “Governi di Unità nazionale”; Governi, con “Tutti dentro”, guidati, quasi sempre, da un Tecnico super partes. È accaduto con

Dini nel ‘95,
Monti, nel 2011,

Draghi, nel 2021!

Sono trascorsi, quasi 30 anni, da quando il Paese è entrato in questo cono d’ombra, dal quale sembra incapace di uscire.
Grazie alle “soluzioni emergenziali”, dei Governi cosiddetti tecnici, il Paese ha evitato un tracollo che nessuno dei partiti avrebbe potuto arginare.
Nessun Partito avrebbe potuto, perché, proprio loro, erano stati fautori di politiche di spesa, che avevano stremato le già ridotte risorse del Paese.
Nessuno mai, ha proposto di Risanare le Finanze dello Stato, e nessuno è mai stato eletto per farlo!
Anche noialtri, abbiamo le nostre responsabilità, avendo eletto chi ci ha fatto credere che potevamo vivere a spese di altri.
Abbiamo creduto a chi è “sceso in campo” perché “amava l’Italia”, e firmò un Patto con gli italiani, con il quale mise al sicuro “se stesso e le sue cose.”
Esordì, promettendo “meno tasse per Totti”, i Condoni, per il rientro dei capitali dall’estero; l’abolizione dell’IMU, e le prime Quote latte dei leghisti padani.
Dopo di lui, Renzi ha aperto la stagione dei Bonus…..
Poi, con Conte, quella dei Ristori, degli indennizzi, i risarcimenti, e poi ancora,
il reddito di cittadinanza, per abolire la povertà e cancellare la disoccupazione;
Infine, la Pax fiscale; la stagione delle nuove “Quote leghiste”, (dopo quelle del latte, le “Quote 100”, dei nuovi pensionati….) , e si è andati avanti così, con “richieste crescenti“

in un Paese storicamente afflitto da “entrate calanti”…..

Quando il nostro debito è arrivato alle stelle, (che, nel frattempo, erano diventate molto più di 5), l’Europa, invece di strigliarci, ci ha inondati di €uro con il PNRR.

A quel punto, sono cessati i mal pancia degli antieuropeisti, e sono tornati tutti al governo, mettendo da parte le bandierine di partito.

Per molti di noi, questa rappresentava l’occasione ambita per cambiare direzione , ed innescare la trasformazione del Paese.
Ma, invece della “SVOLTA”, tutto lascia pensare che, come nel gioco dell’oca, stiamo per tornare al punto di partenza.

Conte, l’avvocato degli italiani, maltrattato malamente da Grillo, quando si è dovuto decidere il suo rientro nel Movimento 5 Stelle, si è convinto che è meglio fare il “Descamisado” che il “Gentlemen”; di qui l’idea di abbandonare il Governo e passare all’opposizione.

Lasciando da parte tutte le incredibili giravolte del Movimento, e la inarrestabile emorragia di parlamentari, è probabile che le ultime stelle rimaste accese, mettano in crisi il Governo, aprendo la strada ad elezioni anticipate.

Intendiamoci, non sarebbe un male se le elezioni riuscissero ad assicurare un nuovo Governo al Paese, più autorevole, e più stabile di questo in carica. Ma la realtà è ben diversa!

Cosa potrà cambiare, se i Partiti, sono gli stessi e le Proposte che avanzano, sono quelle che già conosciamo ?

Che senso, ha tornare al voto prima che questo Governo, sia riuscito a varare le Riforme chieste dall’UE, in cambio della provvista di fondi erogata con il PNRR?§

E che senso ha tornare al voto ora, nel momento in cui, anche altri Paesi dell’Unione mostrano segni di crisi, come Inghilterra, Francia, Spagna e la stessa Germania, mentre il Russo, estende spavaldamente la sua minaccia oltre l’Ukraina ?

Andare allo scontro, sui temi cari al Movimento (ieri il Conte ha presentato i suoi 9 punti a Draghi) significa guardare solo ai fatti di casa propria e non accorgersi della città che brucia.
Nessuno può dire a Conte, cosa dovrà fare da grande, ma se avverte anch’egli come Noi, che il Movimento sta franando e non saranno i 9 punti (presentati) a suturare la ferita, allora non gli resta che accantonare, per adesso, le sue richieste, dando priorità alle esigenze del Governo, dimostrando, non solo ai pentastellati, ma a tutto il paese, che gli interessi di parte, si possono sacrificare quando in gioco c’è l’interesse generale del Paese.