ESCONO DALL’AULA, O ESCONO DI SCENA?

a cura di Pino Campidoglio

Dopo il crollo della Partitocrazia, in Italia, è sembrato a molti che, il Movimento 5 Stelle, fosse nato come braccio politico di Mani Pulite, per avviare un rinnovamento della politica dal basso.
Purtroppo, le cose non sono andate così!

Il Movimento, ormai in campo da almeno un decennio, ha riproposto, addirittura in peggio, la stagione del “Qualunquismo”, vissuta 70 anni prima, con il Fronte dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini.

Fin dall’inizio, però, avremmo dovuto capire che, una cosa, erano le attese della gente, altra cosa, la capacità,dei nuovi arrivati, di farvi fronte.

Partiti con l’intenzione di non allearsi con nessuno, son passati a Governare con tutti, dai Leghisti, ai socialisti;
Contrari ad ogni forma di abuso dei poteri forti, sono stati gli unici a minacciare l’impeachment per il più mite e corretto Presidente della Repubblica, che abbiamo mai avuto; hanno fatto mirabilie, abolendo la Povertà, con il Reddito dell’ignoranza: “sarò breve e circonciso ” (i Congiuntivi, la Geografia…), hanno messo la scuola sulle rotelle, ed hanno inventato la decrescita felice; insomma, un’orgia di paradossi adatti più allo Spettacolo, che alla Politica.
L’unica voce, fuori dal coro, è parsa quella di Conte, che si presentò come l’Avvocato degli italiani; e raggiunse l’apice del gradimento quando tirò le orecchio in Aula a Salvini, reo di aver chiesto “pieni poteri” agli italiani sulla spiaggia del “Papete”.

Ma, dopo il defenestramento da Palazzo Chigi, non si è più ripreso , ed ha assunto posizioni sempre più oltranziste, che lo hanno portato ad esasperare i toni ed a rompere i rapporti, innanzi tutto con Grillo, che lo ha definito, sostanzialmente un “incapace”, né, ha saputo prevenire la scissione di Di Maio, che gli ha portato via mezzo Movimento.

Dagli scontri interni, è uscito piuttosto malconcio, e tutto il livore , per le difficoltà interne, lo ha portato a cercare fuori dal Movimento, le occasioni per un riscatto della sua leadership.
Nasce in questo contesto l’ Elenco dei 9 punti,da soddisfare “tutti e subito”.

Un vero e proprio “PRETESTO”.

Invece di assumere un ruolo chiave, nella Politica del Paese, messo a dura prova per la Guerra, il ritorno della Pandemia e l’attuazione del PNRR, ha pensato a riproporre le piccole bandierine della vecchia propaganda grillina, con il risultato di mandare all’aria baracca e burattini.

Ora, sia se si andrà a nuove elezioni, sia se si formerà un nuovo Governo, il Paese è destinato a fermarsi.
Il danno prodotto è inestimabile!

A sentire Conte e i suoi, sembra che vivano altrove!

Non si capisce il senso di ciò che stanno facendo……

Forse non vogliono più Draghi alla guida del Governo di cui fanno parte?

No! Perché hanno annunciato che, come hanno già fatto alla Camera, non voteranno il Decreto, ma Voteranno la fiducia al Governo !

Allora dissentono solo perché il Decreto non ha recepito i loro 9 Punti?
Ma neanche questo è un motivo serio, perché il provvedimento in votazione è passato al vaglio del Consiglio dei Ministri, prima di approdare in Parlamento, e non risulta che i loro ministri abbiano sollevato problemi, né prima né dopo.

Alla fine, si è pensato all’Ok, del Governo al Termovalorizzatore di Roma! Un vero schiaffo alle posizioni ambientaliste dei grillini; ma anche per questo, risulta che nessun grillino, nella giunta di Roma Capitale, abbia sollevato problemi per assegnare i poteri commissariali al Sindaco Gualtieri, necessari per la realizzazione dell’impianto.

Allora?
Allora, le ragioni sono altre, e sono altrove!

Serve a poco, fare il pieno di voti, se sono solo voti di protesta; bisogna aver chiaro il proprio progetto di società, su cui far convergere gli interessi della maggioranza delle persone. Non si costruisce “contro”, come hanno provato a fare i 5 Stelle, con Grillo, DiBa, DiMa, ed ora Conte; bisogna costruire con gli altri, lavorando sui punti di contatto e sugli interessi comuni.

L’unica via di uscita dalla crisi,non è l’uscita dalla Maggioranza e neanche l’uscita di scena, di un Movimento allo sbando, che non ha più nulla da proporre al Paese;
l’unica via di uscita, è prendere atto dello “sfarinamento” del Movimento e continuare a governare con tutti quelli che ci stanno.

A questo punto, lo stesso Draghi deve prendere atto, che non ha molto senso legare le sorti del suo Governo, alla fiducia espressa, a suo tempo, dai 5 Stelle;

Draghi, deve prendere atto che quel Partito è ormai in dissolvimento e Lui non può legarsi solo ad alcuni sopravvissuti, escludendo tutti gli altri.

Draghi dovrebbe, al contrario, chiarire che la fiducia dei 5 Stelle, non è solo quella espressa dai superstiti, riuniti intorno a Conte, ma è quella dell’intera galassia che si è andata formando dopo l’esodo dei fuoriusciti e di tutti coloro che condividono ancora oggi, l’appello del Presidente della Repubblica:

” rinunciare, in questa fase, agli interessi di parte e sostenere uniti e compatti l’interesse supremo del Paese”