ULTIMA CHIAMATA PER IL PD

Per il PD è l’ultima occasione per un restyling che oramai è diventato assolutamente improcrastinabile. Nacque dalla fusione tra post comunisti, post democristiani e una più modesta presenza in termini numerici ma di assoluto valore in termini di idee di socialisti fuoriusciti dal psi. Subito in Italia e in particolare in Campania ci fu uno scontro cruento, nessuno parlava di programmi e di azioni politiche da porre in essere.

Il tutto si trasformò in una mera conta numerica con delegati espressione di quei numeri. Già allora sollevammo la questione che quella nuova formazione politica poteva e doveva rappresentare una svolta epocale per la politica italiana. Dare una svolta progressista, formare un partito nuovo fatto di idee e programmi e non di percentuali. Facemmo osservare che era l’occasione per formare un partito alla stregua dei grandi partiti laburisti, progressisti europei allinearci a loro. Purtroppo tutto ciò non avvenne, anzi a tutt’oggi dopo un ventennio il Partito democratico resta come Godot, un grande enigma incompiuto. Ma la storia, lo si sa, ti presenta sempre il conto.

Oggi si ripresenta quella grande occasione, il partito democratico può diventare un grande partito riformista europeo, basta frammentazione. Oggi il refrain che va di moda è riformismo, progressismo, socialismo, beh parlare di questo con chi è cresciuto con questi ideali sarebbe il minimo. Aprire un campo largo non in base a delle esemplificative operazioni aritmetiche, basati oltretutto su sondaggi che si sa lasciano il tempo che trovano. Apriamo un grande confronto riformista, fatto di proposte e di soluzioni per i problemi del Paese.

Riscattiamo questi anni di non politica che ci hanno portato ad un parlamento, che sei mesi fa ha chiesto al presidente Mattarella di proseguire con un nuovo mandato presidenziale, appellandosi dopo 7 scrutini miseramente falliti, al suo senso di appartenenza e di responsabilità istituzionale. Ieri la stessa responsabilità è stata chiesta a quelle persone, faccio fatica a definirli parlamentari, che si sono recati con il cappello in mano a supplicare il Presidente Mattarella , toccava a loro dimostrare il senso di responsabilità istituzionale non hanno saputo fare altro che sfiduciare il governo e mortificare un uomo della caratura internazionale come il premier Draghi.

È una grande occasione per ridare la politica e la rappresentatività degli eletti a questo paese, segretario Letta è il momento di ricostruire, farlo in maniera seria con programmazione e visione europeista per lo sviluppo del nostro paese , se perdiamo questo treno andremo verso una deriva destrorsa e verso coloro che stamattina hanno consentito ai quotidiani Russi di denigrarci titolando un altro leader occidentale è saltato. Ad ognuno le proprie considerazioni e l’assunzione delle proprie responsabilità. L’unico modo per rendere questo paese moderno, rilanciarlo in maniera credibile e significativa, in tutti i suoi settori, è quello di coniugare la giusta esperienza, rappresentatività internazionale, con le nuove idee ed esigenze di un partito social liberale dal sapore europeo.

Se si va sui vecchi schemi che recitano e coniugano, io sono, tu sei egli è… ecc. ecc. prepariamoci a tempi di magra e molto duri , sotto tutti gli aspetti. E’ auspicabile che la responsabilità politica e quella istituzionale pervada tutti gli attori che sono protagonisti nel cx, li porti a sedersi senza pregiudizi intorno ad un tavolo e diano vita ad un grande partito socialista liberale laico popolare. L’alternativa è consentire alla destra di andare al governo e dopo la figuraccia su Draghi, questa sarebbe una conferma di una inadeguatezza dei leader o presunti tali che sono alla guida dei vari partitini del 2/3 per cento, alla stessa stregua del PD, che nonostante cambi segretario ogni sei mesi non è autosufficiente.