MAXI OPERAZIONE ANTIDROGA, COLPITA LA MAFIA SICILIANA, 85 PERSONE RAGGIUNTE DA UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN SICILIA MA ANCHE A NAPOLI, LATINA E ROMA

Diceva Borsellino: “L’impegno contro la mafia non può concedersi pausa alcuna” ed è anche sulla scia dei suoi insegnamenti che, oggi, al termine delle attività d’indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo e la DIA hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 85 indagati per associazione mafiosa, traffico di droga, armi, estorsione e corruzione.  Sgominate complesse e articolate organizzazioni malavitose dedite al traffico di droga e non solo. Tra gli arrestati figura anche una collaboratrice di giustizia. Sequestrate complessivamente circa sei tonnellate di sostanze stupefacenti. Gli arresti non sono avvenuti (altro…)

OGNI ANNO GIOVANNI FALCONE MUORE DI NUOVO

Ogni anno Falcone muore di nuovo, ucciso dall’ipocrisia di chi lo ha ingiuriato da vivo, di chi lo accusava di nascondere fascicoli nei cassetti, da chi asseriva che l’attentato nella vita al mare lo avesse costruito lui in persona. Chi vive di capacità ed onestà, l’attentato lo deve avere davvero, solo così sarà perdonato per la sua serietà, la capacità di giudicare fatti criminali terribili conservando il senso di parole come “garanzia,  senso dello Stato, responsabilità”. Falcone è stato tutto questo, lotta senza quartiere alla mafia senza mai dimenticare i valori giuridici, umani e morali che il ruolo di magistrato (altro…)

IL 23 MAGGIO DI 29 ANNI FA LA STRAGE DI CAPACI CON LA MORTE DI GIOVANNI FALCONE. IL RICORDO E LE RIFLESSIONI DI CLAUDIO MARTELLI: “ADESSO E’ FACILE PARLARE DI FALCONE”

Adesso è facile celebrare Falcone. Invece non era affatto facile essergli amici quando nel 1991 lo invitai a venire a Roma a lavorare con me al Ministero della Giustizia. Gli offrii l’incarico più importante perché ne avevo grande stima e sapevo che in Sicilia non poteva più lavorare. Molti colleghi, prima di destra poi di sinistra, si dedicavano a denigrarlo, chi per invidia chi per loschi traffici. I giornalisti più accecati dalla faziosità rincaravano e dilatavano i sospetti. Cosa Nostra con la complicità di poliziotti e agenti dei servizi gli organizzò un attentato in casa e colleghi e giornalisti insinuarono (altro…)